TRATTATIVA DIAMANTI BPM

Attenzione!

E’ convocata, dopo le ferie, il giorno 7 settembre 2018 alle ore 18:00 presso il Centro Sociale Tricolore di Reggio Emilia assembla di aggiornamento per tutte le posizioni relative alla questione DIAMANTI, collegati alla banca BPM.

 

STOP ALLA LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO

A seguito del primo passaggio in Commissione Affari Costituzionali il decreto Milleproroghe ottiene un rinvio complessivo di circa un anno.

Questo è determinante anche per i consumatori italiani perché in questo modo viene rinviato al 2020 anche l’addio al mercato tutelato dell’energia.

Inizialmente il “fine vita” del mercato tutelato dell’energia (elettricità e gas) era stato fissato per il 1° luglio 2019.

Già da mesi, proprio su questo argomento, tutte le compagnie esistenti sul mercato dell’energia avevano avviato potenti campagne promozionali e pubblicitarie per accaparrarsi nuovi clienti, inducendoli a credere che il risparmio proposto fosse imparagonabile e che aspettare il 2019 non avrebbe avuto senso, insistendo così fino a convincere centinaia di persone a migrare dal rassicurante mercato tutelato al mercato libero.

Come Sindacato Pensionati CGIL, Federconsumatori e Auser abbiamo, per mesi, incontrato nostri concittadini visitando tutta la provincia reggiana e suggerendo di aspettare ancora un po’ prima di passare al mercato libero, illustrandone caratteristiche e differenze rispetto al mondo energetico nel quale abbiamo vissuto sino ad ora.

Questo “suggerimento” oggi è più vivo che mai. Il mercato non sarà totalmente libero tanto presto, e con questo anno in più ci chiediamo se non sia il caso di sperare che possa non arrivare mai il giorno in cui ai consumatori sarà preclusa la possibilità di scegliere (come oggi) se stare nel mercato tutelato o nel mercato libero.

Le cose non sono definitive, anzi sono piuttosto mobili. Proprio per questo il nostro precedente consiglio è ancora più valido. Scegliamo un nuovo contratto o un nuovo fornitore solo se lo riteniamo necessario, non perché ci viene suggerito come irripetibile risparmio all’interno di un cambiamento che in realtà NON sta per avvenire. Al mercato tutelato, infatti lo ripetiamo, è stata allungata la vita di un altro anno.

I DIRITTI DEI CONSUMATORI TRASFORMATI IN CARTA STRACCIA

I cittadini che si sono trovati in difficoltà con le grandi compagnie telefoniche -troppo spesso vittime di pratiche commerciali scorrette, servizi non funzionanti, addebiti scorretti, contratti mai richiesti ecc- sino ad oggi hanno potuto scegliere a chi rivolgersi per chiedere aiuto.

Alcuni hanno scelto legali privati, altri associazioni, altri ancora hanno avviato autonomamente la propria pratica.

A partire dal prossimo 23 luglio i cittadini saranno privati di tale possibilità di scelta. In tutta itlia, ovviamente Reggio Emilia compresa.

Tale impostazione è stata definita da AGCom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ) stessa. Così come stanno le cose appare chiaro si sia voluto limitare seriamente le tutele per i cittadini, soprattutto quelli più deboli: anziani, stranieri, persone in difficoltà economiche.

Si è di fatto creato un ostacolo insormontabile alla rivendicazione dei propri diritti attraverso lo strumento della conciliazione che fra l’altro, in questo settore, è l’obbligatorio primo gradino di giustizia alternativa che doveva decongestionare le aule dei tribunali. Ed è chiaro che così i cittadini rinunceranno a qualsiasi richiesta, aumentando le disuguaglianze fra aziende e consumatori.

Di fatto AGCom in questo modo impedisce al cittadino di farsi assistere nel proprio contenzioso da parte di chi ha le competenze per affrontare al meglio la conciliazione con una controparte che è infinitamente più forte e si avvale di professionisti per difendersi.

Una disuguaglianza di forze insopportabile tra il cittadino e i giganti della telefonia, messa in atto dall’Autorità Garante delle Comunicazioni e che gioco forza favorisce le compagnie.

Tutto ciò, tra l’altro, in un contesto in cui i contenziosi sono in costante e continuativo aumento. Solo a Reggio Emilia, ogni anno, la sola Federconsumatori porta in conciliazione presso il CORECOM dell’Emilia Romagna circa 300 pratiche, che corrispondono ad un media di circa 100.000 euro recuperati per i cittadini attraverso storni, rimborsi ed indennizzi.

Ma non è tutto: oltre al danno si aggiunge anche la beffa. Infatti d’ora in avanti, per accedere ai servizi conciliativi bisognerà essere autonomi e rivolgersi esclusivamente ad un portale web.

I cittadini che non hanno dimestichezza con gli strumenti digitali o non possiedono in pc, un tablet o altro, dovranno recarsi personalmente nella sede del CoReCom di Bologna dove troveranno una apposita postazione per la registrazione.

Vale a dire che un cittadino (spesso un anziano) che non abbia a disposizione un dispositivo o una connessione per accedere al web dovrà viaggiare, raggiungere la sede del Corecom (che è una sola ed è a Bologna) per accedere ad una postazione predisposta che magari non è in grado di utilizzare.

Una vera e propria beffa.

AGCom in questi mesi di confronto continua ad affermare che nella prima revisione della piattaforma verrà effettuata una modifica che prevede la possibilità di accesso e di delega per le associazioni forse a gennaio 2019. Purtroppo però non abbiamo garanzia di ciò e nel frattempo la piattaforma diverrà operativa senza questa basilare possibilità.

Inutile dire che tutto ciò è inaccettabile perché impedisce ai cittadini di farsi assistere da chi vogliono nel tentativo di difendere i propri diritti a seguito di pratiche commerciali scorrette, il tutto a favore delle compagnie e per mano di un’Autorità che dovrebbe avere come unica priorità la tutela dei consumatori.

In Emilia Romagna abbiamo contattato il Presidente della Regione Bonaccini oltre che a consiglieri regionali di diversi schieramenti per richiedere aiuto e mediazione con il Corecom.

Speriamo che presto la situazione possa risolversi a tutela di tutte quelle fasce più deboli della popolazione che ad oggi sono le prime e più colpite da questa decisione.

SCANDALO UNICREDIT: Federconsumatori Reggio Emilia interverrà a tutela dei risparmiatori della montagna

A seguito dell’ennesimo scandalo che di nuovo colpisce un territorio particolarmente vessato, quello della zona montana, con epicentro Castelnuovo Monti, l’associazione Federconsumatori non ha atteso ulteriori chiamate.

Ci riferiamo a quanto in queste ore sta emergendo rispetto alla filiale di Unicredit nella quale una dipendente avrebbe sottratto un’ingente somma ai propri clienti, effettuando prelievi cadenzati dai conti correnti degli stessi.

“Siamo ormai specializzati in interventi collettivi, dallo scandalo Generali Ina Assitalia, passando per i fallimenti cooperativi che hanno colpito il nostro territorio, per arrivare all’ultimo scandaolo dei giorni nostri, quello del ‘caso diamanti’. ” Dichiara Trisolini, Presidente Federconsumatori Reggio Emilia.
“Per questo – prosegue – terremo un’assemblea pubblica mercoledì 11 luglio, alle 20:30, al centro sociale Castelnovese di via dei Partigiani. Con i nostri legali forniremo le prime indispensabili informazioni per capire dove ci troviamo e cosa possiamo fare ed in particolare ascolteremo le vicende che le persone direttamente coinvolte hanno da raccontarci. Insieme definiremo i primi passaggi per scegliere come agire”.
Federconsumatori è quindi ancora una volta sul campo, a tutela di chi faticosamente lavora e tenta di risparmiare ma viene colpito da ingiustizie come questa.

L’appuntamento è quindi per il prossimo mercoledì 11 luglio 2018, alle 20:30, nel Centro Sociale in via dei Partigiani a Castelnovo Monti.

AGCom: LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI NON POTRANNO PIU’ ASSISTERE I CITTADINI CHE HANNO SUBITO TORTI DAI GESTORI TELEFONICI

Ieri pomeriggio, presso la sede della Regione Emilia Romagna, AGCom ha organizzato un incontro formativo per le Associazioni dei Consumatori nel quale è stata illustrata la nuova procedura ConciliaWeb che entrerà in funzione dal 23 luglio prossimo.

ConciliaWeb è il portale dell’Autorità Garante che gestirà tutte le domande di conciliazione dei cittadini che ritengono di aver subito torti da parte dei gestori telefonici e per questo si rivolgono a CoReCom.
Dall’illustrazione delle funzionalità del nuovo portale appare chiaro ed inequivocabile che, a partire dal prossimo 23 luglio, i cittadini non potranno più farsi assistere dalle Associazioni dei Consumatori in quanto ConciliaWeb non ne prevede la possibilità.
Di fatto AGCom in questo modo vieta al cittadino di farsi assistere nella propria vertenza da parte di chi ha le competenze per affrontare al meglio la conciliazione con una controparte che è infinitamente più forte e si avvale di legali per difendersi.
Una asimmetria di forze insopportabile tra il cittadino e i giganti della telefonia, creata incredibilmente ad arte dall’Autorità Garante delle Comunicazioni per favorire questi ultimi, Autorità che invece ha il compito di difendere il consumatore dagli abusi dei fornitori dei servizi.
Tutto ciò mentre il contenzioso tra utenti e gestori telefonici è in costante e preoccupante aumento (si vedano i dati CoReCom Emilia Romagna).
Questa nuova procedura, quindi, pone dei seri dubbi di incostituzionalità in quanto impedisce al cittadino di mettersi nelle migliori condizioni possibili per fare rispettare i propri diritti.
Ma non è tutto, oltre al danno si aggiunge anche la beffa.
Infatti per accedere al portale occorre registrasi via web, allora i cittadini che non posseggano uno smartphone, un tablet o un computer dovranno recarsi personalmente nella sede del CoReCom dove troveranno una apposita postazione per la registrazione.

Vale a dire che un cittadino (spesso un anziano) che non abbia a disposizione un dispositivo per accedere a internet, a partire dal 23 luglio,
dovrà viaggiare, magari da Piacenza o da Ravenna, per accedere alla postazione predisposta dal CoReCom, fino a Bologna.

Una vera e propria presa in giro.
Inutile dire come tutto ciò sia inaccettabile, per questa ragione le Associazioni dei Consumatori chiedono ad AGICom che l’avvio del portale ConciliaWeb sia prorogato fino a che non siano stati sanati questi evidenti abusi e invieranno una richiesta di incontro urgente al presidente della Regione Stefano Bonaccini per chiedere il suo intervento, a sostegno delle proprie richieste, anche in qualità di presidente della Conferenza Stato Regioni con la quale AGICom, ci risulta, avrebbe dovuto obbligatoriamente firmare un accordo prima di avviare la piattaforma.