Authority: inaccettabile la spartizione delle nomine in base a logiche politiche. Urgente una riforma che renda AGCOM e Antitrust realmente efficaci e indipendenti

Difendiamo i valori

E’ decisamente preoccupante la vicenda delle nuove nomine per le presidenze di AGCOM e Antitrust. Siamo in presenza di una linea che prefigura più una logica spartitoria che non di valutazione dei tratti di autorevolezza e autonomia a cui le Autorità dovrebbero rispondere.

E’ significativo da questo punto di vista che, seppure si sia proceduto alla selezione di 200 candidati, tali proposte non siano state oggetto né di una valutazione da parte delle competenti istituzioni parlamentari né da parte di una commissione: il Governo sta procedendo ad una selezione più attenta agli equilibri dei partiti che compongono la maggioranza che non ai caratteri di indipendenza e autorevolezza che bisognerebbe assicurare alle Autorità.

È da tempo che invochiamo una riforma delle Autorità, per istituire un sistema di vigilanza e controllo realmente libero da qualsiasi condizionamento politico e che abbia effettivi poteri regolatori e coercitivi. AGCOM e Antitrust gestiscono ambiti e settori in cui i principi di neutralità e imparzialità degli organi di garanzia sono fondamentali, anche perché il rapido sviluppo delle tecnologie pone problemi sempre nuovi in merito alla tutela della privacy, alle fake news, alla libertà di stampa e ad altre tematiche importantissime in una società libera e democratica.

Nonostante il nostro ruolo di Associazione a difesa dei diritti degli utenti sia istituzionalmente riconosciuto da tempo, le nostre richieste sono rimaste inascoltate: ciò che si sta verificando in questi giorni è inaccettabile, poiché il Governo sta spostando le pedine sullo scacchiere politico senza minimamente considerare gli organi di rappresentanza dei cittadini. Questo modus operandi, non ci stanchiamo di ribadirlo, è poco trasparente e non solo impedisce alle Authority di svolgere con imparzialità il loro ruolo di tutela della legalità e dei diritti dei cittadini ma tradisce, per l’ennesima volta, le altisonanti promesse di cambiamento all’insegna delle quali si è insediato l’attuale Governo.

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