Diamanti, risparmio tradito – Assemblea 6 febbraio 2018

Il 6 febbraio 2018, i consumatori che hanno investito in diamanti tramite UNICREDIT e che si sono affidati a Federconsumatori Reggio Emilia, sono convocati ad assemblea pubblica alle ore 18:00 presso la Sala Pezzarossi della CGIL Reggio Sud di via Bismantova, 7.

Seguiranno nei prossimi giorni incontri con tutti i consumatori suddivisi per i vari istituti di credito.

Per maggiori info contattare 0522 433171

IN RIFERIMENTO AL PROSSIMO PORTA-A-PORTA DEL MERCATO LIBERO DELL’ENERGIA

In questi mesi si sente molto parlare della “fine” del mercato tutelato e dell’obbligo dei consumatori di scegliere un contratto nel mercato libero dell’energia così da essere tempestivi nella scelta e non dover poi rischiare sospensioni, variazioni indesiderate o altro. Ci sentiamo, nella maniera più categorica, di smentire questa affermazione. Il mercato tutelato esiste ed esisterà per tutto il 2018 e buona parte del 2019. Non è, tra l’altro, ancora definita la sua eliminazione. Infine, anche se la normativa dovesse davvero spingersi fino a questo punto, i consumatori devono sapere che questo non prevede la sospensione del loro contratto

Per questa ragione aumentano ed aumenteranno sempre più i venditori di energia che busseranno, nei prossimi mesi, alle vostre porte. C’è anche chi comunica tramite gli organi di stampa locale che ciò avverrà. Per evitare di cadere in possibili truffe vogliamo indicare tre punti a garanzia dei consumatori:

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I NOSTRI RISPARMI SONO AL SICURO?

Federconsumatori, grazie alla collaborazione con Auser e SPI, organizza, promuove e finanzia una serie di incontri, aperti a tutta la cittadinanza, totalmente gratuiti, tenuti da relatori esperti, professionisti del settore, totalmente indipendenti ed autonomi, per formare ed informare i cittadini sulla materia più complessa e contemporaneamente più utilizzata/sfruttata di questi anni: la finanza.

Come gestire i risparmi, come tutelarli, ma anche come non farsi fregare da prestiti, mutui o cessioni del quinto.

Come garantirsi un investimento a lungo termine (come ad esempio una pensione integrativa) senza finire nelle grinfie di speculatori.

per tutte queste e molte altre ragioni, con lo scopo principale di formare cultura e di non trovarsi più a dover assistere chi è già stato raggirato e che ha quindi perso tutto quello che aveva.

Abbiamo visto la fatica e la sofferenza di chi aveva investito nel prestito sociale delle cooperative, di chi si era fidato dei suggerimento della propria banca scegliendo di acquistare diamanti come investimenti “sicuro”.

Per prevenire serve cultura: Federconsumatori, SPI e Auser la propongono di qualità e gratuita.

Trovate l’incontro più vicino a voi e partecipate, in questo caso sarà davvero “tutto di guadagnato”.

E’ TEMPO DI SALDI…

Tutto pronto per l’inizio dei saldi invernali. L’andamento dei saldi per la stagione invernale del 2018 conferma la situazione di lieve crescita dei consumi: il 41% delle famiglie italiane si dedicherà allo shopping (pari a circa 10 mln di famiglie), ogni famiglia spenderà in media 181,20 euro. Rispetto ai saldi invernali del 2017, in termini di spesa, l’aumento è del +0,7%.

Il periodo di sconti avrà inizio il 2 e 3 gennaio, rispettivamente in Basilicata e Valle D’Aosta. In tutte le altre regioni, eccezion fatta per la Sicilia dove i saldi prenderanno avvio solo il 6 gennaio, si partirà dal 5 gennaio ma la durata sarà differente a seconda di dove ci si trova. Ad esempio, in Abruzzo, Emilia Romagna, Lombardia, Molise, Sardegna, Toscana ed Umbria termineranno il 5 marzo; in Calabria, Piemonte e Puglia termineranno il 28 febbraio; in Friuli Venezia Giulia e Veneto termineranno il 31 marzo; nel Lazio l’8 febbraio; in Trentino Alto Adige il 16 febbraio; in Liguria il 18 febbraio; nelle Marche il 1 marzo e in Campania il 2 aprile. Mentre in occasione del Natale si è registrato un forte incremento delle vendite online (oltre il 62% degli italiani ha acquistato almeno un regalo su internet), tale tendenza risulta molto più contenuta in occasione dei saldi: appena il 19% degli italiani approfitterà degli sconti online.

Per chi si appresta ad effettuare acquisti, sia nei negozi fisici che sui portali online, è opportuno seguire alcuni consigli utili per ridurre il rischio di essere truffati, raggirati o di incorrere in finte promozioni che, purtroppo, potrebbero rivelarsi tutto fuorché degli affari.

Prezzi

Lo sconto deve essere espresso in percentuale e sul cartellino deve essere indicato anche il prezzo normale di vendita (art. 15 D.Lgs. n. 114/98). I prodotti in saldo dovrebbero essere ben separati da quelli non scontati al fine di evitare la possibile confusione con quelli non in saldo.

  • Il venditore è tenuto ad applicare lo sconto dichiarato: se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, sarà bene comunicarlo al negoziante e non esitare, in caso di difficoltà, a contattare la Polizia Municipale.
  • I negozianti convenzionati con una carta di credito sono tenuti ad accettarla anche nel periodo dei saldi. Se si rifiutano, o richiedono per l’utilizzo un prezzo più elevato, sarà bene rappresentarlo alla società che ha emesso la carta.
  • E’ sempre opportuno verificare il prezzo dei prodotti che si intendono acquistare prima dell’avvio delle offerte e, se possibile, fotografare la cifra con il cellulare, in modo tale da ottenere una prova del prezzo di partenza e valutare la reale entità dello sconto.
  • È consigliabile non fermarsi al primo negozio che si incontra, ma confrontare i prezzi applicati in diversi punti vendita così da evitare truffe.
  • I negozi che non espongono la merce e quelli che applicano sconti eccessivi, pari o superiori al 60% (un onesto prezzo a saldo si attesta attorno al 40%) potrebbero nascondere dei tentativi di truffa. È meglio, quindi, non acquistare in negozi che non espongono il vecchio prezzo, la percentuale dello sconto ed il nuovo prezzo.

Prove e Cambi

  • Consentire la prova dei capi non è un obbligo, ma è rimesso alla discrezionalità del negoziante. Quando è possibile, sempre meglio provare l’articolo scelto, ricordando che, in assenza di difetti, la possibilità di cambiare il capo o il prodotto non è imposta dalla legge, né durante i saldi né durante le vendite normali, ma è anch’essa rimessa alla discrezionalità del commerciante. Se si è incerti sull’acquisto sarà utile chiedere al negoziante se è possibile effettuare un cambio e il limite di tempo per farlo.
  • Non acquistare i capi d’abbigliamento che non abbiano, oltre all’etichetta di composizione, anche quella di manutenzione: eviterai incidenti durante la pulitura.

Online

  • A differenza del negozio fisico, in Internet non è possibile leggere tutte le informazioni presenti in etichetta, ma solo alcune e per determinati prodotti. Attenzione, quindi, che le descrizioni siano complete ed esaustive di tutte le informazioni necessarie per capire la qualità di quello che stai acquistando. Anche le immagini dei prodotti non devono lasciar dubbi al consumatore che acquista online. Le foto devono essere di buona qualità e inquadrare il prodotto nel suo complesso.
  • È possibile acquistare online direttamente dal sito dell’azienda (se questa opzione è prevista) oppure su siti web di intermediari digitando il nome del prodotto sul motore di ricerca. In quest’ultimo caso, è necessario verificare da chi si sta effettivamente acquistando e da chi proviene il prodotto.
  • Ci sono 14 giorni di tempo dalla consegna del prodotto per ripensarci e restituire quanto acquistato online. Questo è quanto stabilito dal Codice del Consumo, ma è bene ricordare che ci sono delle eccezioni: verificare sempre sul sito le indicazioni del venditore sul diritto di recesso.
  • Sono tanti i modi per pagare online, dalle carte di credito ai bonifici: l’importante è farlo in sicurezza. Usa una connessione protetta, verifica che l’indirizzo web inizi per HTTPS (e non HTTP) e accertati sempre che durante la transazione in basso a destra della finestra compaia l’immagine di un lucchetto.
  • È bene controllare sempre che sul sito sia presente l’informativa dedicata alla privacy, obbligatoria per i venditori e-commerce, con le modalità di trattamento e l’eventuale trasmissione a terzi delle informazioni personali.

Garanzie

  • È opportuno conservare sempre lo scontrino, perché se un difetto si palesa dopo l’acquisto, anche nel periodo dei saldi la legge garantisce all’acquirente il diritto di cambiare la merce difettosa. Il D.Lgs. n. 24/2002 ha infatti introdotto alcuni articoli poi inseriti nel Codice del Consumo, in base ai quali ogni bene acquistato da un consumatore per uso proprio e della propria famiglia, gode di una garanzia piena ed assoluta di due anni, e di almeno un anno quando si tratta di un bene usato.
  • Obbligato per legge a fornire questa garanzia è il venditore. Il negoziante è quindi obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se non è possibile la sostituzione, il cliente avrà diritto di scegliere se richiedere la riparazione del bene senza alcuna spesa accessoria, una riduzione proporzionale del prezzo o addirittura la risoluzione del contratto. Ovviamente il rimedio scelto non deve essere oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso per il venditore.
  • La garanzia si può far valere entro due anni dall’acquisto, occorre quindi non solo conservare gli scontrini ma anche prestare attenzione a quelli di carta chimica, che sbiadiscono dopo qualche mese, eventualmente fotocopiandoli per poterli esibire al momento opportuno. La garanzia copre qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene o insorto nei 24 mesi successivi, il che vuol dire che il venditore deve porre rimedio a qualunque difetto, sorto nei primi due anni di vita del bene, che non lo renda più idoneo all’uso per cui era stato acquistato.
  • Il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita, ovvero beni conformi alle descrizioni rilasciate, in caso contrario si potrà chiedere il rimborso della spesa sostenuta. Anche la pubblicità è considerata una dichiarazione efficace ai sensi di questa normativa, e quindi anche una promessa fatta attraverso di essa e non corrispondente alla realtà, potrà essere fronte di problemi per i venditori.
  • Le garanzie convenzionali, ovvero gli impegni che vengono offerti solitamente dal produttore, costituiscono un vincolo per chi li offre, ma non possono sostituire assolutamente la garanzia del venditore. Gli interventi devono essere richiesti dal consumatore direttamente al venditore per evitare ogni possibile confusione, sarà poi il venditore, nel caso il difetto sia anche coperto dalla garanzia convenzionale, ad indirizzare il consumatore ai servizi di assistenza del produttore. Come forma di tutela, dopo aver segnalato il difetto entro i sessanta giorni previsti, potrà essere utile fare una nuova segnalazione al venditore, con lettera raccomandata A/R con ricevuta di ritorno, per ribadire il difetto di conformità, elencando minuziosamente il problema insorto e la richiesta (ripristino delle condizioni del bene, riduzione del prezzo, risoluzione del contratto).
  • Nel caso in cui il negoziante dimostri di non voler adempiere ai propri doveri o il centro assistenza del produttore richieda il pagamento delle riparazioni sostenendo che la garanzia non copre il difetto riscontrato, ma non sia in grado di dimostrare opportunamente le proprie dichiarazioni, ci si potrà rivolgere al Giudice di Pace del Tribunale più vicino, o chiedere consiglio ad uno degli sportelli della Federconsumatori presenti sul territorio, per risolvere il problema.

Fonte: http://www.federconsumatori.it/

 

E’ DAVVERO IL SACCHETTO BIO IL PROBLEMA DEI CONSUMATORI?

In questi primi giorni del 2018 abbiamo assistito alla fioritura di una amplissima gamma di aumenti, che andranno -in maniera rovinosa- ad abbattersi sulle tasche dei consumatori.

Anche i consumatori però hanno delle responsabilità, in particolare quella di concentrarsi troppo su problemi sì importanti ma non determinanti del bilancio familiare, mentre pongono in secondo piano (o non considerano affatto) problemi, sotto forma di rincari, ben più gravi.

Andiamo con ordine:

nel 2018 la famiglia tipo registrerà un incremento del +5,3% per le forniture elettriche mentre per quelle gas del +5%. L’aumento medio dei pedaggi sulla rete autostradale italiana sarà invece de l 2,74%.

Questi aumenti non saranno nemmeno mitigati dagli stipendi (per chi ha uno stipendio) perché sono fermi da molti anni ai livelli più bassi d’Europa.

L’aspetto più grave è che sono anni che nel periodo invernale si tende ad aumentare il costo del gas, proprio nel periodo di picco dei consumi. Si tratta di una procedura sulla quale sarebbe necessario indagare con maggior attenzione. Riteniamo inoltre sia necessario ampliare lo spettro di controllo ed approfondimento anche all’elettricità dove pesa soprattutto l’incidenza 

 

eccessiva degli oneri di sistema, che conoscono un nuovo aumento dovuto al rafforzamento delle agevolazioni per le industrie energivore (+1,9%).

Come associazione dei consumatori ci sentiamo di definire quanto meno sbagliata oltre che dannosa questa scelta che impoverirà ed affaticherà ulteriormente le famiglie anche nel pagamento di beni primari come la luce elettrica ed il riscaldamento.

Infine, novità di questo 2018 appena iniziato, i molto discussi “sacchetti biodegradabili”. Capiamo la preoccupazione di chi teme si tratti di un rincaro gravoso per i consumatori ma vogliamo smentire con forza questa affermazione. Nella speranza che i supermercati rispettino la normativa in maniera uniforme e senza lucrarvi sopra in alcun modo, riteniamo sia importante ricordare che viviamo in un epoca dove nei nostri mari esistono vere e proprie isole di plastica, siamo sommersi dai rifiuti. Il costo di 0,01 o 0,02 centesimi per bustina biodegradabile impatterà in maniera insignificante sul nostro bilancio, mentre la luce e il gas, per i quali nessuna levata di scudi è stata fatta, saranno molto gravi.

Vogliamo fare un piccolo esempio: se prendessimo una bustina al giorno al costo di 0,02 cent, 7 giorni su 7, per 365 giorni, spenderemmo -all’anno- 7,3 euro in più. Gli aumenti di luce e gas, invece, ci costeranno circa 100 euro, senza considerare che è l’ennesimo aumento e non a fronte di un miglioramento del servizio, come le buste che, per l’appunto, passano da plastica a bio.

Infine, proprio con la fine del 2018, nel mondo dell’energia sarà eliminato il mercato tutelato. Si tratta del mercato dell’energia sicuro, garantito dall’Autorità Garante, che serve circa il 70% dei consumatori italiani. E’ stata predisposta la sua eliminazione per favorire il mercato libero molto meno scelto dai consumatori, fin quando hanno potuto scegliere.

Anche questa decisione impatterà sulla vita dei consumatori italiani i quali, pensiamo in particolare agli anziani, dovranno gestire per lo più on.line i propri contratti, dovranno valutarne gli aggiornamenti e saranno obbligati ad avvalersi di procedure -come la chiamata al call center- che paiono fatte apposta per mettere in difficoltà. Già oggi, in questi giorni, sono migliaia le famiglie che vengono contattate telefonicamente o presso la propria abitazione da chi afferma che, con la fine del mercato tutelato è già necessario cambiare operatore, rifilando contratti assai svantaggiosi ad ignari e spesso anziani consumatori.

Uff. Stampa Federconsumatori Reggio Emilia