Una riflessione su compensi e bollette, direttori e consumatori.

E’ di oggi la notizia del super compenso del top manager Bianco, che a quanto ci dicono i giornali ha raggiunto tutti i più alti obiettivi. Tutti. E per questo ha preso dei bonus. Tutti i bonus. E proprio per quei bonus ha superato la soglie che avevano stabilito i sindaci. Ma è tutto regolare.

Noi su questo argomento, rispetto a regolarità o meno di tali compensi non vogliamo entrare, ma vorremo che si aprisse una riflessione.

Solo ieri una mamma, con tre bimbi piccoli, il minore di un mese e la maggiore di 2 anni e mezzo, si è vista staccare luce e gas da IREN.

Lei è solo l’ultima, abbiamo una persona con invalidità 100% alla quale hanno ridotto la potenza delle fornitura elettrica e a giorni verrà staccata per ritardo di due bollette.

E potremmo continuare molto a lungo, parlando di ritardi, bollette, vessazioni, paure, ecc..che tutti i giorni incontriamo. Nel primo trimestre di attività abbiamo incontrato circa 250 persone con problematiche come queste.

Ma torniamo all’ultimo caso. Questa persona, in ritardo con delle fatture, ci ha chiamato scusandosi con noi. Come se avesse una colpa. Lei, che lavora e ha sempre pagato e suo marito, che pure lavora e ha sempre pagato, nel marasma dell’arrivo dell’ultimo nato, la confusione con gli altri due, il parto, il lavoro, la casa, le notti insonni, la vita di tutti i giorni, hanno scordato di pagare.

E quindi, dopo aver passato ore cercando di comunicare con un call center, chiama noi di Federconsumatori, per scusarsi. Poi ci dice che lei non capisce perché le hanno staccato entrambe le forniture, luce e gas. Perché lei è andata agli sportelli Iren di piazza della Vittoria, ha chiesto un contratto nel mercato tutelato, pensava di avere la luce con enel, come sempre. Perché ora entrambe le utenze sono in IREN?

Ma IREN dal mercato libero al mercato tutelato non cambia nome e non cambia sportelli e così a lei come a molti altri è stato attivato un contratto nel mercato libero, quando invece credeva che si trattasse di tutelato.

Ok, procediamo. Le spieghiamo che il mercato tutelato è agli sgoccioli e che succede un po’ di tutto per portarsi i contratti nel mercato libero. Cerchiamo però ora di risolvere alla svelta la sua situazione.

Lei, nella fatica del suo quotidiano, vorrebbe capire anche perché se IREN le ha comunicato che in conguaglio è a credito e non a debito non possono in nessun modo venirle in contro. D’altra parte sono loro a doverle denaro che le hanno chiesto in più in anticipo.

Questa è l’altra faccia, quella dei consumatori, quella di noi persone normali che cercano di tenere insieme tutto, tutti i giorni.

Specifichiamo che tutto questo si può fare. Si può staccare luce e gas ad una famiglia con 3 bambini piccolissimi in casa, si possono aspettare ore ad un call center che non da risposte. Non ci sono attenzioni particolari per chi crede di essere con un’azienda “di casa”.

Fanno il loro lavoro.

Noi però inorridiamo e vogliamo dirlo a gran voce. Questo mercato, al quale IREN appartiene come tutte le altre aziende, è aggressivo, entra nelle case tramite le chiamate di call center e dei venditori porta a porta: lavoratori sfruttati per pochi euro, con lo scopo di insistere fino alla sfinimento per attivare nuovi contratti.

Non ci sono attenzioni locali particolari, perché il mercato è grande e le bollette si pagano.

Ora le utenze di questa persona sono riattaccate, l’insoluto saldato. Appena ha capito cosa stava succedendo ha pagato il suo insoluto e noi abbiamo cercato di aiutarla a velocizzare la procedura di riallaccio.

Ciò che è successo e succede quotidianamente non è scorretto, come sono legittimi quei 726 mila euro, ci tenevamo solo a fare un paragone e a sottolineare che con l’incedere quotidiano di storie come quella che vi abbiamo raccontato, i risultati sono stati raggiunti.

L. Lusenti