Sospensione del servizio idrico: diritti del consumatore. Approfondiamo la nuova delibera di ARERA.

La recente delibera Arera 311/2019/idr, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2020, ha regolamentato le pratiche di messa in mora e sospensione della fornitura idrica per gli utenti non in regola con i pagamenti.

Considerando le difficoltà che molte famiglie hanno ad affrontare le spese quotidiane, accogliamo positivamente la decisione di tutelare le utenze più vulnerabili, consentendo al gestore di mettere in atto la sospensione e poi la disattivazione della fornitura solo come ultima soluzione.

Anche nella nostra città esistono moltissimi casi  di morosità incolpevole per quanto riguarda le utenze, acqua compresa. Ci sono molte famiglie che si trovano improvvisamente a non avere più entrate, a causa della perdita del posto di lavoro di uno o di entrambi gli stipendi.

Conosciamo molti di questi casi, che spesso gestiamo in collaborazione con i servizi sociali, cercando quindi di tutelare quei nuclei familiari nei quali riuscire a mantenere la famiglia rischia di diventare davvero difficile. Purtroppo non sono mancati anche casi come questi, dove famiglie con bimbi piccoli si trovavano prima senza lavoro e poi senza luca, gas ed infine acqua.

Certo, la soluzione non è solo questa, che qui vi descriviamo. Ci sono molti passi che devono essere compiuti, in molte direzioni, da molti soggetti, non solo dall’autorità garante.

Riteniamo infatti doveroso passare almeno da una sospensione ma aggiungiamo che non c’è bisogno di dire quanto si fondamentale per la sopravvivenza e per la saluta di una famiglia avere l’acqua corrente in casa.

Privare una famiglia incolpevole di questa risorsa è comunque sinonimo di condanna.  come ci si può rialzare da una condizione di disoccupazione o inoccupazione se non ci si può lavare la mattina?

Anche per queste ultime ragioni, pur cogliendo positivamente questa novità, riteniamo che uno degli altri passi necessari a tale proposito sarebbe l’introduzione di un meccanismo automatico nell’erogazione del bonus idrico.

La gestione delle utenze è cosa tanto necessaria quanto complessa. E’ necessario semplificare quanto più possibile, in particolar modo favorendo chi si trova in condizioni economicamente e – di conseguenza – psicologicamente sfavorevoli.

Alcuni meccanismi dovrebbero essere automatici perché permettono di risparmiare tempo e di garantire l’esigibilità di tale diritto anche a chi non sa che tali strumenti esistono o a chi non ha idea di come muoversi per ottenerli (spesso, nel complesso mondo burocratico dei call center, degli sportelli con code infinite, ecc la rassegnazione è la reazione più frequente).

Per quanto riguarda invece le utenze condominiali, l’Authority prevede l’impossibilità di sospendere/disattivare il servizio nei casi in cui il condominio abbia comunque pagato almeno metà dell’importo dovuto in un’unica soluzione e provveda al saldo entro sei mesi dal primo pagamento.

In questo contesto hanno ovviamente un ruolo fondamentale gli amministratori di condominio, direttamente responsabili della ripartizione degli importi e dei pagamenti delle bollette: proprio per questo è necessario un maggiore controllo sull’attività di tali soggetti, che non di rado riscuotono i soldi dai condomini senza poi però pagare le somme dovute alle aziende.
Nel settore idrico sono necessari e urgenti interventi finalizzati ad uniformare il servizio e a migliorare la qualità della materia prima acqua. Per rendere realmente efficiente la distribuzione su tutto il territorio nazionale è in particolare indispensabile realizzare una mappatura dei gestori idrici nel nostro Paese.

Anche se sappiamo che nella nostra città, Reggio Emilia, la qualità è tra le più alte e gli sprechi tra i più contenuti, dobbiamo anche ricordare che l’acqua è dei cittadini e che si tratta di un bene comune che appartiene a tutti e che quindi deve essere garantito, protetto e tutelato sempre, con una costante attenzione.

L. Lusenti

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